Stefano Rosselli

Sono nato a Livorno nel 63 e ho trascorso la mia infanzia a Piombino, una piccola città industriale sul mare, nel mezzo della costa toscana. Crescere in un posto in cui scherzare e prendersi in giro era il modo migliore per affrontare i piccoli e grandi problemi della vita mi ha sicuramente aiutato a sviluppare un occhio per il lato tragicomico della vita.

A 17 anni mi sono trasferito a Firenze per studiare all’istituto d’arte e a 20 anni ho iniziato collaborare con varie riviste di umorismo come fumettista di satira politica e di costume, come il Vernacoliere il Sale ed altre.

Nell’85 ho fondato un inserto di satira politica chiamata CanCan dove moltissimi vignettisti italiani avevano partecipato, come Contemori, Giuliano, Staino ed altri. Contemporaneamente aprii insieme ad un amico lo studio rossochiaro specializzato in illustrazione e grafica.

Nel 1989,  mi sono trasferito a Milano per cercare lavoro come pubblicitario.

Ho lavorato come  creativo e poi direttore creativo in diverse agenzie internazionali come Saatchi & Saatchi, DLV,BBDO Ata De Martini e Leagas Delaney.In quest’ultima sono rimasto per 15 anni come partner e vicepresidente.

Ho vinto moltissimi premi italiani e internazionali con le mie campagne.

Le mie campagne sicuramente più importanti sono:  Rebranding TIM ,TIM Milioni di passioni con Pif , Digestivo Brioschi con il cinghiale , Poltrone&sofà, Artigiani della qualità ,il lancio di Cubo Vision di Alice /Telecom, Somatoline, Chilly e la prima campagna europea a puntate Clio Story.

In questi 30 anni ho lavorato per tantissimi brand come btw,  Land Rover  Fastweb,  Vespa Piaggio, Gilera. , William Hill, Campari, Superga, Danone, Galbani, Procter&Gamble, Levi’s, Damiani, Renault, Honda, Saab, Porsche, Gilera, Ducati, Bonduelle, Cariparma, Ras assicurazioni, Imiweb, Deutshe bank e tanti altri brand di lusso e di largo consumo.

Lavorare in agenzie internazionali mi ha dato la possibilità di collaborare con grandi fotografi come Peter Lindbergh, Gian Paolo Barbieri e registi come Zach Snyder, Luke Scott.   Questa esperienza mi ha insegnato che si può raccontare una intera storia anche in un singolo fotogramma.

Nelle mie foto non riesco sempre a farlo, ma questo è l’obiettivo che mi do ogni volta che scatto una fotografia.

Come pubblicitario ho dovuto creare mondi aspirazionali dove tutte le persone dovevano essere belle e condurre una vita perfetta, praticamente un mondo inesistente. Proprio per questo ho sentito il bisogno di controbilanciare il mio lavoro con la fotografia che mostrasse le persone in un modo più realistico, privo di stereotipi, cercando di scoprirne il lato involontariamente divertente del loro comportamento. Sono molto attratto e affascinato dalla natura umana, specialmente quando rivela incoerenze e paradossi.Anche se prendo molto seriamente la fotografia, preferisco utilizzare un tono ironico nel mio lavoro, perché credo che ognuno di noi dovrebbe imparare a non prendersi troppo sul serio. Dobbiamo essere in grado di ridere dei nostri errori e delle nostre meravigliose imperfezioni. Proprio per questo sto lavorando da 7 anni al mio progetto fotografico The Human Comedy che mi ha portato a scoprire il mondo da cui provengo e che avevo un po’ dimenticato a causa del mio lavoro..