WRITERS#9

PAROLE DAL SOTTOSUOLO

La descrizione di un sottosuolo maledetto e disturbato ma sincero al limite dell’indecenza, resa da Dostoevskij nel suo Memorie del sottosuolo, conduce al mondo sotterraneo, afono e invisibile eppure assordante, creativo ma desolato in cui oggi, forse, stiamo più o meno volontariamente vivendo.

Com’è oggi il mondo? Certo ricorda il sogno di Raskolnikov nelle ultime pagine di Delitto e castigo (1866): «Gli era sembrato, allora, di vedere tutto il paese devastato da un flagello terribile e senza precedenti che, venuto dal fondo arido dell’Asia, fosse piombato sull’Europa. (…) Degli esseri microscopici s’introducevano nei corpi umani. Gli individui che ne erano infetti divenivano istantaneamente pazzi furiosi. Tuttavia, cosa strana, mai nessun uomo si era creduto tanto saggio, tanto sicuramente in possesso della verità, quanto quei disgraziati. Non avevano mai avuto maggior fiducia nell’infallibilità dei loro giudizi, nella giustezza delle loro conclusioni scientifiche e dei loro principi morali. Villaggi, città, popoli interi, venivano colpiti da quel male e perdevano la ragione».

Writers#9 cerca nuova luce nel buio della cronaca e della storia; torna a danzare nella disarmonia diffusa e si dedica alla lettura là dove il reale, assurdo ma senza fantasia, variopinto eppure grigio, può forse elevarsi grazie alla cultura, strumento più adeguato e sano per tentare un’emersione dallo schiacciamento.

Dal 5 al 7 febbraio 2021 ci accompagnano alcuni tra i nomi più ntevoli nel panorama culturale con interviste, esibizioni, interventi e letture.